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Resultados | Doc. 289

Doc. 289: Velázquez contrata con Girolamo Ferreri la realización de tres vaciados de esculturas de la colección Borghese

29 de diciembre de 1649
Lugar: Roma
Localización: Roma, Archivio di Stato, 30 Notai Capitolini, Ufficio 32, vol. 144, ff. 6-7 y 28-29
Bibliografía: Montagu 1989, p. 226; Salort 1999; Roma 2001, pp. 281-282; Parisi 2007, pp. 352-353
Correspondencias: CV 244b
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Dominus Hieronimus Ferrerius quondam Pauli Romanus mihi etc., sponte omni promisit, et se obligavit Illustrissimo domino Don Didaco de Silva Velasches Hispalensi presenti etc. ut dicitur, di fare per sua signoria Illustrissima tre forme, o cave di gesso del infrascritte tre statue che l’originali stanno nel giardino del Eccellentissimo Signor Principe Borghese fuor di Porta Pinciana, cioè il Gladiatore che sta atto di combattere, il Saturno con il putto in mano, et l’Ermafrodita che sta colcata sopra il materazzo, ma il cavo di questa doverà havere tanto di materazzo quanto bisogna, di tutta perfettione, et il tutto a sue proprie spese, et in detti cavi gettarvi dapoi le tre sudette statue, cioè una per ciascuno cavo, e dette tre statue gettate e finite, darle e consegnarle al detto signor don Diego fra doi mesi prossimi libere etc. alias etc.

Convenendo che detto Girolamo sia obligato di fare la capata del gesso per detto effeto della pietra più bianca, e senza macchie, e che si cocia separatamente, e pesta che sarà si sedaccia con un sedacio più fino del solito, e questo gesso che sarà più fino, e più bianco debba servire per far tasselli, o sottosquadri di dette forme, et anco le prime pelle vicine alla statua, et debbia avvertire, che allontanandosi qualche pezzo dalle statue, non si deva gettare altro pezzo [vici]no, se prima non haverà fatto andare al luogo suo quello, o quelli che ci fossero allontanati accio nel gettare poi le statue, non venghino le statue con una parte più alta, o più bassa il che sarià defetto grande, e detto signor don Diego non sarà obligato a riceverle, ma in detto caso detto signor Girolamo sia obligato a rifare del tutto di nuovo la forma, e che le forme li suoi tasselli o sottosquadri siano collocati dentro la forma grande con maglie di filo di ferro, et sbugiate le forme, passino con lo spago legate di fuori, acciò che quando dette forme siano insieme non venisse a cadere qualche tassello per di dentro et in caso che qualche cosa delle sudette mancasse alle forme, o vi fosse altri difetti, che rendesse dette statue, o alcune di esse inhabile o defetossa in qualsivoglia parte, che detto signor Girolamo sia obligato a rifarle, o accomodare il deffeto, conforme farà di bisogno, o altrimente sia in arbitrio di detto Signor don Diego di farle rifare, o accomodare a tutte spese di detto signor Girolamo.

Item che dette tre statue debbiano essere ben fatte, pulite, et adattate in tutto, e per tutto conforme sianno le detti tre originali, conforme sarà dichiarato da persone esperte in simili cose altrimente non sia obligato detto Signor Diego di receverle, ma detto signor Girolamo sia obbligato rifarle una e più volte sinche siano conforme all’originali come sopra quia sic etc.

Item che dette tre statue doverà detto signor Girolamo darle e consegnarle in pezzi aggiuntati in modo tale, che volendosi unire insieme, sia facile rifarlo e restino ben unite insieme secondo, che detto signor Diego sarà in ciò ordinato quia sic etc.

Item che mancando detto signor Girolamo in fare e consignare dette tre statue nel tempo, modo, e forma sopradetti, oltre la precisa osservanza del fatto ad quam etc. sia lecito al detto signor don Diego di farle rifare, a fare d’altre persone a maggior prezzo del infrascritto a tutti danni, spese et interesse di detto signor Girolamo etiam ad rationem quanti plurimi quia sic. etc.

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Item convengano che detto signor Girolamo in dette forme, o cavi non possa gettare altro che le dette tre statue per detto signor Don Diego, ne meno alcun pezzo di esse, quali cavi, e forme siano, e debbano essere libere, e liberi di detto signor don Diego, et in quelli detto signor Girolamo non vi possa pretendere cos’alcuna, anzi detto signor Girolamo doppo havere gettate le dette statue, sia obligato come promette di rivedere e rinettare detti cavi et accomodareina qualsivoglia parte, che vi fosse necessaria, talmente che restino bone per gettarne del’altre quia sic etc.

Item che detto signor Don Diego sia obligato a procurare la licenza da detto signor Principe per andare, e estare in detto giardino per detto effetto qui sic etc.

Item che detto signor Girolamo debbia fare il tutto a sue propie spese di qualsivoglia sorte, spetie, qualit’a e quantità quia sic etc.

Item che la grossezza di detti cavi, o forme sia in modo tale, che possa resistere non solo a gettarne del altre, ma anco a farle portare in Ispagna, e dove bisognerà quia sic etc.

Convengono, che il prezzo di dette statue, setacci, cavi, fatture, ogni altro sia, e debbia essere in tutto e per tutto di scudi cento ottanta moneta così d’accordo, e così ragione di scudi sessanta l’una, cioè un cavo, et una statua da pagarsi cioè al presente scudi quaranta moneta, et il resto di mano in mano, che verrà lavorando, talmente che finito, e consegnato il lavoro detto signor Girolamo habbia di havere hauto il compimento di detti [scudi] 180 come detto signor Diego promette etc alias etc.

Di poi detto signor Diego con la presente scrittura etc. fecit constituit etc. suum Procuratorem Illustrissimum dominum Ioannem Cordoba de Herrera Cordubensem presentem ad ipsius etc. assistendum supradicte confetioni statuarum illarumque directioni, dictas statuas, et formas habendum, recipiendum, deque exactis quietandum etc. et denique omnia ea quae fuerunt necessaria, et quae ipse met dictus dominus Didacus facere poscet, faciendum […], cum clausola et etiam ad lites amplissima latissime extendendum, nec non dictum dominum Herrera et alias quascumque personas etc. de fuga suspectas, et de metu dilapidationis bonorum iurandum etc. et generaliter etc. promittit etc. relevat etc.

Quae quidem [scuta] quadraginta dictus dominus Herrera nunc in mei etc. manualiter, et incontante habuit, et recepit a dicto domino Didaco presente illaque ad se traxit etc. in tot Iuliis, et testonibus argenteis, et tracta etc. vocavit etc. exceptioni etc. speique etc. renunciavit et quietavit per pactum etc.

Quae omnia etc. rata etc. alias ad omnia etc. damna de quibus etc. pro quibus etc. sese etc. bona etc. heredes etc. ac iura in ampliori forma Camerae Apostolicae cum clausolis etc. obligarunt etc. citra etc. appellationi etc. renuntiarunt etc. et consenserunt etc. unica sicque tactis etc. iuravit super quibus etc.

Actum Romae in domo habitationis dicti domini Ioannis de Cordoba presentibus domino Francesco Caceldo quondam Cinthii de S. Ginesio Camerinensis diocesis, et Andrea quondam Bernardi Gori lucensi testibus.